Il verbo agisce attraverso il cuore.
Anamji S.I.I. Gran Maestro

La via che conduce al giorno in cui la Stella del Mattino appare e irradia i nostri cuori

Scorrendo alcuni testi antichi ed in particolare quelli sacri, si potrebbe restare disorientati da quante descrizioni sono state utilizzate per approfondire l'importanza della "parola" che diventa verbo.
Il disorientamento maggiore è di chi oggi, crede che la parola sia unicamente lo strumento per comunicare con gli altri.
In generale, basta soffermarsi a riflettere almeno sul fatto che la parola è un'espressione emessa grazie alla vibrazione delle corde vocali. Ed è proprio quella vibrazione che crea, bene o male, in virtù della frequenza con cui riesce ad entrare in sintonia nell'universo.
Nel prologo del Vangelo di Giovanni, pietra miliare per tanti iniziati, è descritta una grande e precisa verità: la parola che produce riverbero o onde che entrano in sintonia con l'origine dell'Universo diviene il Verbo creatore, perché è dotato della luce divina che viene convogliata attraverso la voce o vibrazione fisica.
Nel lontano passato, le relazioni avvenivano semplicemente sentendo i pensieri l'uno dell'altro e ancora oggi siamo testimoni di questa facoltà quando sentiamo di comunicare "da cuore a cuore", comprendendo senza l'uso di parole.
Ciò è possibile nonostante le vibrazioni di un corpo fisico grossolano, quando l'amore incondizionato guida le nostre relazioni; si immagini madre e neonato o contesti affettivi in cui le emozioni si producono in delicate vibrazioni di luce che trascendono spazio e tempo.
L'uomo possiede - in nuce - la facoltà di trasformare le sue vibrazioni per coniugarle armonicamente alla vita universale e questo prodotto di vera arte trasmutatoria, si può conseguire solo attraverso l'uso corretto della volontà.
La volontà è la base che sostiene i nostri pensieri, azioni e parole che dovrebbero essere sempre in sintonia con il principio attivo e intelligente operato dal creatore. La parola che si tramuta in sostanza, altro non è che il suono o vibrazione che produce il fenomeno voluto, anche se troppo spesso senza la necessaria consapevolezza.
A tale riguardo è determinante l'indicazione donataci da L. C. de Saint Martin (Degli errori e della verità): "... la volontà dell'uomo essendo causa essa stessa, deve avere il privilegio di determinarsi da sé e senza motivo, altrimenti non dovrebbe portare il nome di volontà".
La volontà così spiegata dal Nostro Filosofo Incognito, implica che l'Iniziato abbia abbandonato la sfera delle illusioni generatrici di una libertà effimera, cogliendo il lato occulto dei fenomeni e soprattutto l'essenza di ogni manifestazione, divenendo "padrone dei suoi pensieri".
Lavoro assolutamente non facile ma indispensabile, per trascendere l'aspetto relativo della forma grossolana, generata e alimentata dalle due polarità complementari (+/-) che costituiscono ogni entità universale.
Il pensiero - seme quindi, feconda la parola che con il potere della vibrazione, prende la forma di "energia concentrata".
A tale riguardo nel Vangelo di Marco (cap. 7), è riportato quanto affermò il Riparatore: "... Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro. ... Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna? ... Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo".
Ad oltre duemila anni di distanza, pochi esseri umani hanno preso consapevolezza che, chi adopera parole benefiche, soggiorna nella pace ed è senza sforzo libero da sacrifici penosi.
Le parole negative invece, creano ed alimentano dentro colui che le produce, la sofferenza, la rabbia, il rancore, il dolore, sentimenti che continueranno a macerare e a rinnovarsi ininterrottamente.
Tale caduta è imperdonabile per un Iniziato, perché è quanto meno informato che le parole negative generate da pensieri negativi, tornano indietro in qualità di pari vibrazioni e questa non è superstizione ma una legge Universale.
Se il pensiero crea la nostra realtà, tramite la parola la creazione prende ancora più potenza, perché vibrando ad una determinata frequenza attirerà e creerà una nuova realtà fatta di quella stessa frequenza.
Carissime Sorelle e Carissimi Fratelli, se siamo diventati Martinisti lo abbiamo voluto in virtù del desiderio di ritrovare qualcosa che sentivamo di aver perso: l'unità luminosa con il creato.
In ossequio a tale proposito, ogni volta che pronunciamo una parola facciamo attenzione che essa sia verbo, ossia "vibrazione di vita luminosa".
Soprattutto prima di parlare sintonizziamo il nostro cuore, che è il centro della nostra Essenza simbolo di Amore e coraggio.
L'etimologia della parola coraggio - cor habeo avere cuore - ci ricorda quanto sia determinante avere un cuore aperto, al fine di attivare la virtù spirituale (da non confondere con quella fisica) che contraddistingue un Iniziato.
Dopo tanto studio, pratica, ricerca e altro ancora, si comprende che è inutile cercare all'esterno, ciò che non si è stati in grado di coltivare all'interno di sé stessi e per raggiungere il culmine della conoscenza di sé stessi occorrono, ancora una volta, Amore e coraggio.
Dall'inizio del percorso, l'Associato Incognito viene introdotto a queste virtù con gradualità, iniziando dal concetto di "simpatia e corrispondenza" più vicini a ciò che caratterizza le nostre operazioni ma in definitiva, spiegabili in altri ambiti come causa ed effetto o in fisica come legge di risonanza.
Egli è dunque informato e spronato a trascendere ogni condizionamento, in quanto altro non è che il risultato delle sue stesse azioni.
Subito dopo arriverà a comprendere l'aspetto più importante relativo alla sua "natura autentica e divina", ossia che lo Spirito è superiore a tutto ciò che riguarda il piano fenomenico e relativo.
Ed è esattamente ciò che il Martinista vuole: raggiungere, rettificando i suoi intenti, l'armoniosa unità con lo Spirito elemento eterno, innato e quindi non assoggettabile.
D'altronde il Riparatore, ricordiamo, ha sempre affermato di non poter compiere alcun miracolo per le proprie facoltà ma tutto ciò che ha operato gli è stato possibile in qualità di strumento, in quanto gli è venuto dal Padre.
Da questo esempio, per tutti noi imprescindibile, apprendiamo che quanto più il percorso individuale di autorealizzazione procede nell'uomo, tanto più egli è capace di armonizzarsi alle sottili vibrazioni spirituali, sottraendosi alla soggezione del flusso fenomenico e astrale.
Ad esempio, un iniziato sa bene che gli astri non sono buoni o cattivi, in quanto le varie e molteplici congiunzioni determinano esclusivamente delle vibrazioni positive o negative; egli, è dunque consapevole che non può meccanicamente dipendere da un piano astrale ma deve utilizzarlo, per procedere dal piano della creazione al Creatore.
Non commettiamo però l'errore di attendere supinamente che la luce distrugga la tenebra; riflettiamo realmente sul significato quando invochiamo il simbolo della stella del mattino, affinché irradiandosi nei nostri cuori, si compia in ciascuno la solare consapevolezza.
E' molto semplice a questo punto il lavoro da fare: purificarsi per riattivare la libertà del proprio Essere ma, ogni sforzo è riduttivo se tale lavoro su se stessi non si compie da svegli!
Lavoriamo incessantemente su noi stessi e con tutto ciò che nel bene o nel male dobbiamo affrontare, compiendo la trasmutazione alchemica necessaria a dissipare ogni zona d'ombra da cui lasciar risplendere la stella del mattino annunciatrice del sole - coscienza, che indica realmente la via del risveglio.
Questo simbolo per noi, deve rappresentare l'elemento dinamico del percorso iniziatico ed operativo martinista.
Per tutto quanto sopra descritto il riferimento più efficace, circa l'origine ed il legame costituito dalla stella del mattino, è contenuto nella seconda lettera dell'apostolo Pietro (1:19-21):
"Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori, sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione.
Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d'uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo"
.
Questo profondo insegnamento, comprende tutto ciò che c'è da conoscere ma soprattutto quanto è indispensabile ricordare, affinché il luccichio del nostro cuore ci guidi verso lo splendore della luce dello Spirito.
La stella del mattino diventa il riferimento, l'indirizzo, il percorso, il segno distintivo da incarnare dentro di noi, attraverso un atteggiamento attivo da cui ogni grande Iniziato ha imparato a risorgere in ogni istante utile della vita, per annullare le distorsioni del tempo e comprendere la forza dell'eternità.
Tutto questo è ampiamente compreso nei nostri simboli e rituali.
Mediante le vibrazioni universali, il macrocosmo agisce sul microcosmo in virtù delle leggi di analogia e corrispondenza che accomunano entrambi.
E come le stelle in tutti i tempi hanno rappresentato la potenza che ha la Luce di unire, collegare e guidare ciò che è in alto con ciò che è in basso, così i grandi iniziati che hanno saputo far coincidere nell'unità il microcosmo con il macrocosmo, hanno agito sempre e soltanto, attraverso "operazioni" di naturale compassione.
La realizzazione del bene universale, coincide con la sesta Sephirah, Thiphereth che esprime la bellezza del donarsi illimitatamente, così come opera il sole.
In questo punto, avviene l'incontro dell'anima fisica-umana con lo Spirito divino (per lo Zohar è il punto ed il momento in cui la Regina ed il Re conversano), rappresentato dall'esagramma in quanto Stella che esprime la massima facoltà realizzabile dall'individuo.
Inoltre, il sentiero dell'albero Sefirotico che collega Thiphereth con Binah è presieduto dalla settima lettera ebraica zain che simboleggia, "l'arma" utile a discernere i concetti mentali separando il bene dal male, per trascendere il piano delle emozioni e tentare di intuire "l'intelletto divino" che è unione totale nell'amore assoluto, come realizzato dai "Santi uomini di Dio..." (Cfr. citazione precedente, Pietro - Seconda lettera 1:19-21). 
Armonizzarsi con il sole, significa emanare l'Amore incondizionato, indispensabile per raggiungere la facoltà di "intelligere", ossia leggere chiaramente dentro sé stesso e nella realtà in cui si opera.
Così come il pianeta Venere, con la sua levata eliaca durante il chiarore dell'aurora precede ed annuncia il sorgere del sole simbolo dell'Uno, anche i sentimenti umani hanno bisogno di un profondo lavoro di discernimento per distinguere tra tante emozioni devianti, la voce della propria coscienza.
In questa nuova condizione di consapevolezza, Volere ed Amare saranno i punti di appoggio su cui proseguirà il cammino iniziatico verso la Reintegrazione.
Noi Martinisti non cerchiamo altre forme di realizzazione o di potenza sul piano materiale e relativo, perché il nostro desiderio è alimentato dallo studio, dalla meditazione, dalla preghiera nel costante intento di realizzare armonia ed equilibrio, unici pilastri su cui si erige la creazione eterna.
Se crediamo di essere in pochi e a volte ci sentiamo troppo soli nel ricercare il nostro sé autentico, ricordiamoci in quell'esatto istante che il nostro seme primigenio, proprio in quel momento grazie alla nostra costanza e alla nostra volontà, continua a germogliare nell'Uni-verso.
E nella tranquillità e pace interiori, sentiremo sempre l'abbraccio e la comprensione dell'eterno.

Guidami stella del mattino,
affinché io possa dissolvere le porte dei sentieri che conducono al mio cuore;
e dal mio cuore la Luce irradierà ogni angolo del mio piccolo Universo
Così come la Luce dell'Uno irradia ogni Universo
e la magia dell'Amore unisce tutte le parti in Una cosa sola.