LA MENTE E IL SILENZIO
La Mente come padrone, il Silenzio, ovvero come acquietare la Mente.
Il Silenzio come elemento fondamentale per l’incontro spirituale.
di Nicolaus S.I.I. Gran Maestro dell'Ordine

Abbiamo scelto per questo Congresso un argomento particolarmente impegnativo perché, focalizzare la nostra attenzione sulla Mente significa affrontare il primo e più grande dei quesiti che ciascuno di noi costantemente si pone “Chi sono”.

E non valgono i tentativi di risposta più o meno precostituiti o le definizioni dogmatiche che, provenendo dall’esterno di noi stessi e non essendo prodotto della propria intima consapevolezza, hanno il sapore delle interpretazioni razionali.
Manca quel senso di verità scoperta grazie alla propria riflessione sulle esperienze personali, quindi Verità Sacra come tutte le meravigliose scoperte che possiamo sempre fare “guardando” con attenzione in noi stessi.

Non a caso è molto difficile trovare una definizione di “Mente” che sia almeno un po’ più esauriente della semplicistica “complesso delle facoltà intellettive dell’uomo”.

Oltre ai filosofi, anche illustri scienziati, soprattutto in tempi recenti, si sono posti l’obbiettivo di approfondire la conoscenza della “mente” e la comprensione dei meccanismi del “Sapere”, indicati con il termine epistemologia, sollecitati in questo, dallo sviluppo della cibernetica, della intelligenza artificiale ed in particolare dallo studio delle anomalie dello sviluppo intellettivo dei bambini,

E’ molto interessante notare come gran parte delle loro conclusioni, ancorché parziali, sia particolarmente condivisibile dalle nostre esperienze Iniziatiche.

“ E, tra le tante, la conclusione che la realtà assoluta è una illusione, Maya, poiché esistono solo le interpretazioni soggettive di tante realtà mentali singole fortemente diversificate tra un individuo e l’altro;
-ciascuno di noi è al tempo stesso ricercatore ed oggetto della ricerca e quindi entità in continua trasformazione grazie agli impulsi interni ed esterni e vive una continua esperienza di interazioni e sviluppo dinamico;
-dovremmo fare molta attenzione a “mentire” perché rischiamo di divenire sempre più simili a come ci rappresentiamo nelle nostre menzogne, ossia l’abito mentale che scegliamo di assumere diventa progressivamente una delle nostre personalità;
allo stesso modo ogni apparente verità da noi sostenuta viene convalidata dalla nostra mente e diventa irreversibile, o meglio, ciascuno si costruisce la sua interpretazione di realtà e la sua propria mente diventa parte della costituente realtà materiale;
-non è tanto importante quello che siamo ma quello che progettiamo di essere e nella fase della trasformazione evolutiva ci coglie un momento di incertezza perché non sappiamo ancora se siamo quello che stiamo per divenire;
-se acquisissimo la piena consapevolezza che la “oggettività” non esiste, in quanto non esiste una realtà assoluta esterna alla mente di ciascuno, allora acquisiremo anche il concetto che tutte le interpretazioni della realtà degli altri sono in principio ugualmente valide come la nostra, e così la realtà più oggettiva diventa una costruzione consensuale e convenzionale della comunità e la tolleranza si stabilizza automaticamente;
-il linguaggio, lettere e numeri, inteso come convenzioni sui significati da dare agli impulsi che ricadono nella sfera sensoriale degli individui, è una tipica creazione della mente umana, e la sua immensa evoluzione ha contribuito a creare uno sviluppo eccezionale del sapere umano, ma ha creato anche una possente prigione interpretativa della realtà e quindi della mente.
-La fuga temporanea da questa prigione è possibile solo rapportandosi direttamente alla natura con assoluta purezza, come fanno i bambini, senza alcun condizionamento.
Vivere questa esperienza con la curiosità del bambino e con lo stesso stupore delle scoperte che ne scaturiscono, racchiude il senso del Sacro.”

In un convegno del 1976 a Marin County in California sul dualismo mente-corpo, i migliori studiosi mondiali hanno rilevato che la autentica natura dell’uomo, le sue interazioni con gli altri uomini e con la intera biosfera di cui è parte integrante, sono state e sono sempre più profondamente condizionate dalle sue personali opinioni in merito alla vita e la morte e le relative componenti Spirituali, Mentali, Morali e Sovrannaturali.
In questo sono stati e sono determinanti le tradizioni, le filosofie e le religioni.

Argomenti quali “teoria evoluzionistica”, “epistemologia o studio dei meccanismi della conoscenza”, “teologia”, “etica”, sono sinonimi o altri modi di affrontare il medesimo falso problema del dualismo mente-corpo.

Tale problema è stato strumentalmente e rozzamente accresciuto dalle filosofie e religioni che dividono la mente dal corpo, biasimevoli tanto quanto coloro che separano il Creatore dal creato e coloro che negano caratteristiche mentali e spirituali alle componenti della biosfera esterne all’uomo.

Allo stesso modo non ha alcun senso la ipotizzata e strumentale contrapposizione tra religione sovrannaturale e scienza materialistica quando abbiamo a che fare con la vera Teologia e la vera Scienza.

Tutti i fenomeni oggetto di conoscenza sono legati insieme in sistemi e sottosistemi rispettivi. La “energia”, di per sé non modellata né differenziata è disponibile in questi “sistemi”, pronta per essere scatenata da opportuni stimoli, informazioni, cause, valutazioni di diversità, etc.

L’epistemologia, che è il modo di conoscere, caratteristico degli organi sensori di ogni organismo, è la maniera di percepire queste energie e collocare questi eventi in ordine temporale. Il modo di “conoscere” dell’uomo è ancora poco chiaro e difficile da descrivere a causa della elevata differenziazione delle funzioni mentali del cervello. E’ corretto credere nella diversità funzionale dei due emisferi cerebrali ed è molto probabile che questi abbiano una diversa epistemologia.
Il grado di loro reciproca integrazione è modificabile con la consapevole evoluzione dell’individuo, e potrà anche portare a modalità di sviluppo della conoscenza differenti ed apparentemente incompatibili con il modo di essere e di conoscere precedente.
E’ molto probabile che il contrasto destro-sinistro sia legato anche alle nozioni occidentali di religione, visto per esempio che il Protestantesimo si concentra sul senso logico razionale quando afferma che “il pane ed il vino stanno per Corpo e Sangue di Cristo”, mentre nel Cattolicesimo l’Eucarestia “è” il Corpo ed il Sangue, e la differenza è ben più che semantica poiché i Protestanti hanno escluso dalla loro chiesa quell’emisfero cerebrale più sensibile e pronto al sentimento religioso.
Non è opportuno assimilare la differenza degli emisferi cerebrali al dualismo mente-corpo, mentre rimane evidente che non è possibile una diretta trasposizione dei pensieri da un emisfero all’altro.
Si devono prima sviluppare metodi condivisi dai due emisferi di codificare e di integrare le loro rispettive funzioni senza stravolgerle, come per esempio si rischia di fare, quando con l’emisfero sinistro cerchiamo di interpretare i sogni originati in quello destro. Questa integrazione sembra possibile con profondi esercizi di meditazione finalizzata allo scopo.

Tutti i metodi di sviluppo della conoscenza utilizzati dagli esseri umani sono autovalidanti per il semplice fatto che sono accettati dalla mente che li utilizza.
Gli studiosi considerano di fondamentale importanza comprendere fino a che punto ciascuno di noi inconsapevolmente convalida questo metodo, e quali condizioni o circostanze tanto particolari ed “orribili” devono verificarsi perché risulti evidente alla mente la eventuale falsità di questa nuova conoscenza, dopo quanto tempo questo avviene, e se tali condizioni e circostanze “orribili” possono “funzionare” in qualsiasi caso di sviluppo di nuove conoscenze.
In altri termini se “l’orrore e la ripugnanza” sono sensazioni da superare nella ricerca della verità, o meglio se la ricerca della conoscenza può provocare “orrore e falsità” e poi produrre i risultati di felicità e soddisfazione, conseguenza del risultato raggiunto.

In pratica, si domandano gli studiosi, se esiste nell’individuo una qualche componente intima incondizionata ed incondizionabile che lo avverte quando il suo approccio alla conoscenza è falso o contro natura, oppure se la “costruzione” di questo sistema di allarme, o la sua attivazione e sensibilizzazione può avvenire solo curando in maniera particolare lo sviluppo della propria coscienza.
Noi riteniamo valide tutte e due le condizioni contemporaneamente.

Come si può rilevare dal lavoro degli scienziati, le parti e i pezzi della mente che appaiono alla coscienza forniscono un quadro errato della mente come totalità.
Il carattere sistemico della mente non è mai rappresentabile poiché la mente è una entità complessa e sofisticata, estremamente plastica, dotata di meccanismi che le consentono immediata adattabilità e flessibilità, particolarmente sensibile sia agli impulsi provenienti da se stessa ed interni all’organismo di cui è parte integrante.
E’ come un ecosistema, una rete di circuiti che sviluppa sistemi di conoscenza autovalidanti che contribuiscono a modificarne istantaneamente le caratteristiche.
E’ la componente fondamentale dell’individuo e rappresenta il suo unico mezzo di collegamento con la realtà esterna, solo apparentemente oggettiva.
E’ come un iceberg della cui parte sommersa gli scienziati non potranno mai ipotizzare la conoscenza perché saranno sempre senza sistemi di riferimento scientifico.

Prima della sua determinazione è energia spirituale che ci anima, pura, naturale ed indifferenziata all’origine, a conferma del massimo grado di libertà concessoci dal Creatore.

Nel contesto di questa nostra manifestazione assume la molteplicità delle caratteristiche tipiche della specie umana, condizionata dal supporto cerebrale con i suoi emisferi, dalla interazione con stimoli esterni, dalla metodologia di acquisizione della conoscenza, dalla capacità di comprendere, di essere consapevoli, e di accettare il ruolo di suggeritore dell’intuito.

Prima era energia pura presso “Dio”, dopo si è fatto l’”uomo” che Dio dovette estromettere dall’Eden quando nella sua totale libertà questi optò per la conoscenza da conquistare anziché per l’obbedienza che gli era stata donata. Ed ora questa Energia “uomo”, dopo aver conosciuto, deve sapersi riconoscere e ritornare consapevolmente a Dio, trasformando tutti i condizionamenti che l’hanno avvelenata.

In questa Grande Opera deve selezionare, con la volontà animata dal desiderio, tutte le migliori conoscenze idonee a questa operazione e la sua coscienza, anzi tempo preparata allo scopo, maestro invisibile, validerà tutte le scelte giuste.

La mente sarà “padrona” nella misura in cui noi accetteremo di essere suoi schiavi, o meglio schiavi del sistema, e sarà “strumento” della nostra Reintegrazione nella misura in cui le sapremo chiedere di assisterci in questa sublime operazione.

E questo sarà tanto più vero quanto più diverremo operativi e quindi quanto più saremo concentrati nella realizzazione del nostro Salmo ……”sed in lege Domini voluntas eius et in lege eius meditabitur die ac nocte” ….