PURIFICAZIONE E SPOLIAZIONE TEORIA E PRATICA
di Nicolaus S.I.I. Gran Maestro dell'Ordine

Normalmente chi è sensibile al bisogno di elevazione spirituale vive la propria esistenza con il costante assillo della necessità di purificarsi e di mantenersi, per quanto è possibile, stabilmente, nella condizione di purezza.

Credo sia necessario mettere un po' di ordine neì termini di riferimento che questo incontro vuole affrontare.

Intanto serve chiarezza sulla "teoria e pratica" in riferimento alla nostra operatività esoterica:

Premesso che il N.V.O. è una scuola esoterica operativa, mal si adatta al nostro modus operandi il concetto di teoria, intendendo per tale una ipotesi razionale non ancora suffragata da alcun risultato di esperienze operative, quindi in sintesi un insieme di belle parole e belle idee che però mai nessuno ha messo in pratica.

Dovrebbe essere ormai patrimonio comune di tutti i Martinisti dell'O.M.U. che tutto quanto fa parte del nostro bagaglio dottrinale, è stato già oggetto di ripetute verifiche personali, se non proprio da tutti noi almeno dalla stragrande maggioranza, altrimenti il nostro Eggregore, non più alimentato dalla energia aggregante della pratica dei nostri rituali, non potrebbe avere più la forza di espellere coloro che amano solo le belle parole, provocando così la progressiva dissoluzione del N.V.O.

Quindi, volendo rimanere coerenti con la nostra vocazione, possiamo parlare solo di esperienze acquisite e cioè di pratica consapevole che può essere soggetta a diverse interpretazioni, ma non alla formulazione di "teorie".

Ritengo infatti fortemente consigliabile astenersi dallo sviluppo e dal sostegno di "Teorie", che per forza di cose sono destinate ad essere modificate nel tempo e soprattutto rimangono indissolubilmente connesse con la sola nostra componente mentale-razionale.

Il nostro percorso, come ben sappiamo, è cardiaco, consapevole e partecipativo, e come tale deve coinvolgere necessariamente la globalità del nostro essere e non soltanto una parte di esso.

Quindi nel parlare di Purificazione è necessario parlare delle nostre esperienze personali.

Fin da bambini veniamo condizionati dalle regole di comportamento imposte dal nostro esterno, dalla famiglia, dalla scuola, dalla religione, dalla società e così via, tanto che quando diventiamo adulti ed impariamo a discernere, abbiamo grande difficoltà a distinguere le regole che applichiamo per condizionamento ricevuto da quelle che rispettiamo per intima e partecipata convinzione.

Il grande lavoro interiore dell'Iniziato è proprio quello di liberarsi da tutti i condizionamenti esterni e cercare in sé tutte le risposte.

E tra i tanti, anche il "bisogno" di purificazione rientra a mio avviso tra quelli fortemente caratterizzati dal condizionamento esterno, indotto da tutte le religioni, quasi tutte le filosofie e dalla stragrande maggioranza delle Scuole Esoteriche ... Teoriche.
E' il caso di domandarsi "Purificarci di che e da che cosa"?
Le risposte più frequenti sono:

Siamo scintille Divine che, per errore compiuto, sono precipitate nella materia e si sono ad essa mescolate, per cui dobbiamo purificarci dalla materia!

Dobbiamo liberarci della nostra componente animale!
Dobbiamo dedicare la nostra esistenza terrena alla lotta contro il male che ci avvolge! Dobbiamo elevarci per divenire simili agli Angeli ed avvicinarci a Dio!

Ad una attenta riflessione però ci rendiamo conto che nessuno di questi obbiettivi ci può appartenere, perché il denominatore comune è il disprezzo assoluto per la nostra componente materiale.

Ciascuno di noi "è quello che è (Ehiè Asher Ehiè) in virtù della infinita pressione evolutiva che spinge tutta la Materia esistente a ritornare alla sua forma iniziale di pura Energia Divina, secondo tempi e modi stabiliti da leggi che furono create a suo tempo e che da allora vincolano anche lo stesso Autore della Creazione.
Nessuno ha le capacità di mutare alcuna di queste leggi costituite quando il Creatore volle condensare parte di sé nella materia di cui siamo costituiti e da cui siamo circondati.

Noi abbiamo solo il potere, anzi il dovere di imparare a conoscere sempre meglio queste leggi che comprendono anche le leggi delle eccezioni, altrimenti note come legge dei miracoli.

Precisato questo e riconoscendo che ciascuno di noi è al tempo stesso "Strumento e Materiale" su cui si concentra la forza della legge della evoluzione che noi stessi siamo chiamati a guidare, dobbiamo decidere se è costruttivo e corretto sentirci costantemente Handicappati perché formati, come tutto ciò che esiste in questa manifestazione, da una mescolanza di Spirito (Energia) e materia (Energia condensata).

Vogliamo trascorrere tutta la nostra esistenza dibattuti tra il tentativo infruttuoso di rigetto di quella parte determinante di noi stessi che ci consente di vivere ed il senso di colpa che ci dovrebbe assalire per aver accettato di soddisfare le esigenze naturali della nostra componente animale?

E' giusto colpevolizzare la nostra intima componente materiale, oggettivamente non separabile da noi stessi, rendendola simile ad una pesante palla di piombo per poi ritenerla unica responsabile delle nostre cadute?

E' questa la strada per elevarsi ed avvicinarsi alla Divinità?

O non è piuttosto la via diretta per la follia della penitenza costante e della autoflagellazione.

Non mi pare che la dottrina della reintegrazione del nostro Martinez de Pasqually indichi questa via.

Il monaco combattente di Fabrizio Mariani non impegnava la sua forza nel combattere contro se stesso, bensì nel combattere la ignoranza di quelle leggi che vincolano la evoluzione della materia verso la Divinità, e che impongono una costante e progressiva acquisizione di consapevolezza di sé, del proprio ruolo nel mondo soggettivo di cui ciascuno di noi è centro e della ricerca della pace con il proprio microcosmo di cui siamo indissolubilmente parte.

Se con la nostra nascita in questo mondo abbiamo consentito la materializzazione dello spirito, ora il compito fondamentale di ciascuno è quello di spiritualizzare la materia di cui è parte.


La purificazione che ci interessa è quindi principalmente quella della nostra mente, del nostro pensiero, e poi quella del nostro cuore del nostro sentire; e per appropriarci di questa sensibilità dobbiamo seguire particolari rituali di digiuni, di abluzioni, di novene, certi come siamo che queste pratiche operative costituiscono una via per raggiungere lo scopo, un allenamento, la acquisizione di una abitudine mentale, il supporto materiale su cui poggiare la virtù acquisita della purezza interiore che è sinonimo di pace della propria coscienza.

A questo titolo possiamo condividere le pratiche della purificazione fisica con abluzioni rituali, con diete particolari, con medicamenti naturali a base di erbe come l'aloe così come le pratiche di meditazione, di silenzio mentale, di espansione della consapevolezza e della partecipazione con tutte le forme di vita intorno a noi.

Ci sia però sempre chiara la distinzione tra strumento ed obbiettivo da raggiungere, con la convinzione che mantenere quanto più a lungo possibile la propria concentrazione mentale sull’obbiettivo da raggiungere significa aver già percorso oltre metà della strada.

E la costante esecuzione dei nostri rituali giornalieri consentirà di percorrere agilmente la parte mancante. Infatti ogni giorno noi tutti recitiamo:

Beato l'uomo che non si è appressato al consiglio degli empi; che non si è fermato nella via dei peccatori, che non siede al convegno dei tristi; ma la cui volontà è nella legge di Dio e nella sua legge medita giorno e notte.
E sarà come l'albero piantato all'inverso del decorso delle acque, che dà frutto nella sua stagione e le sue foglie non cadono.
E tutte quelle cose che farà prospereranno.